
La pompa di calore sui termosifoni che hai già
Ti hanno detto che senza il pavimento radiante non funziona. Non è vero — ma non è nemmeno automatico. Qui spieghiamo a quali condizioni funziona, come lo verifichiamo e cosa cambia in casa.
Non è una teoria: è quello che abbiamo installato.
Centoventi impianti che lavorano sui radiatori esistenti, sotto monitoraggio costante.
Perché si dice che non funziona
Il luogo comune parte da un dato vero, ma vale per una casa mai isolata, non per tutte.
Una pompa di calore consuma meno quando l’acqua che deve produrre è meno calda. Il pavimento radiante lavora con acqua a 30–35 °C, mentre i termosifoni tradizionali sono stati pensati per 60–70 °C. Da qui il luogo comune: «con i termosifoni la pompa di calore non conviene».
Ma quei 60–70 °C servivano perché la caldaia doveva scaldare una casa senza isolamento. Se la casa è stata isolata, oppure se i termosifoni vengono sostituiti con modelli più grandi, la stessa stanza si scalda con acqua molto meno calda. A quel punto la pompa di calore torna a rendere bene.
Tre risposte diverse, secondo cosa hai in casa.
Non c’è una soluzione sola. La differenza la fa il calcolo del fabbisogno termico, stanza per stanza.
Radiatori sovradimensionati a bassa temperatura
Sostituiamo i termosifoni esistenti con modelli tubolari in acciaio più grandi, progettati per rendere la stessa potenza con acqua a 45°. La pompa di calore lavora in un regime efficiente e l’impianto di distribuzione resta quello che c’era.
È la soluzione adottata nel cantiere Galloni, dove abbiamo anche aggiunto due unità idroniche per il raffrescamento estivo.
Vedi il cantiere Galloni →Pompa di calore ad alta temperatura
Quando i radiatori non si possono toccare — vincoli estetici, ghisa storica, costi — si usa una macchina progettata per produrre acqua a temperatura più alta. Rende meno di una a bassa temperatura, ma molto più di una caldaia.
Nel cantiere Susigan abbiamo mantenuto i radiatori in ghisa con una pompa di calore ibrida Daikin a espansione diretta, gestita da un’unica unità esterna.
Vedi il cantiere Susigan →Impianto misto a due temperature
Se in casa convivono pavimento radiante e termosifoni, si separano i circuiti con una valvola miscelatrice: acqua più calda ai radiatori, più fredda al pavimento, un’unica macchina a servire entrambi.
È quello che abbiamo realizzato per Elena Lonardo, insieme a fotovoltaico, accumulo e presa di ricarica per l’auto elettrica.
Vedi il cantiere Lonardo →
Dubbi ricorrenti sui termosifoni
Se la tua domanda non è qui, chiamaci: rispondiamo noi.
Serve per forza il pavimento radiante per la pompa di calore?
No. Il pavimento radiante è la condizione ideale perché lavora a bassa temperatura, ma non è obbligatorio. Una pompa di calore può alimentare i termosifoni se la temperatura di mandata richiesta rientra nelle sue capacità: si ottiene con una macchina ad alta temperatura, sovradimensionando i radiatori per farli lavorare a 45°, oppure con una soluzione ibrida.
Come si capisce se i miei termosifoni vanno bene?
Con due calcoli fatti in sopralluogo: il fabbisogno termico dell’edificio e la resa dei radiatori esistenti alla temperatura di mandata che la pompa di calore può garantire. Se la resa non basta, le strade sono sostituire i radiatori con modelli sovradimensionati, oppure scegliere una macchina ad alta temperatura.
Devo sostituire tutti i termosifoni?
Non sempre. A volte basta sostituire quelli dei locali più critici. Nel cantiere Galloni abbiamo sostituito i radiatori con termosifoni tubolari in acciaio sovradimensionati per lavorare a 45°; nel cantiere Susigan invece i radiatori in ghisa sono rimasti, alimentati ad alta temperatura da una pompa di calore ibrida.
E se in casa ho sia pavimento radiante sia termosifoni?
Si gestiscono due temperature diverse sullo stesso impianto. Nel cantiere Lonardo abbiamo inserito una valvola miscelatrice sul circuito del radiante: i termosifoni ricevono acqua più calda, il pavimento più fredda, con un’unica pompa di calore a servire entrambi.
Quanto consuma davvero una pompa di calore sui termosifoni?
Più che su un impianto a bassa temperatura, perché il rendimento cala all’aumentare della temperatura di mandata. È il motivo per cui il dimensionamento conta così tanto, e per cui l’abbinamento con il fotovoltaico cambia il quadro economico: buona parte dell’energia assorbita viene autoprodotta.
Pompa di calore sulla ghisa, nel 2026.
Due case in cui la pompa di calore lavora sui termosifoni in ghisa: in casa Mangino ha sostituito una caldaia a pellet, in casa Rigoni due caldaie a metano.
Partiamo dai tuoi radiatori.
In sopralluogo misuriamo il fabbisogno termico stanza per stanza e guardiamo i corpi scaldanti che hai. Poi ti diciamo quale delle tre strade ha senso — e se nessuna ce l’ha, anche quello.
Prenota il sopralluogo →Rispondiamo noi, non un centralino. Fissiamo il sopralluogo entro pochi giorni.
Bollette alla mano, consumi diurni e notturni separati, stato dell’impianto che hai già.
Spesa, risparmio stimato e incentivo applicabile, per iscritto. Anche se la risposta è aspettare.

